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Con una cerimonia spettacolare
Londra ‘12 ha acceso la sua
fiamma
Ariel B.
Coya, inviato speciale
Già è cominciata. Senza altri preamboli. Londra
‘12 ha finalmente illuminato i suoi Giochi. E
lo ha fatto molto bene, con una cerimonia
inaugurale che senza dubbio resterà nel ricordo
di molti, per molto tempo.
Fastosa,
formidabile, sensazionale… Terminati tutti gli
aggettivi, non resta altro che arrendersi alla
grande eloquenza della serata di gala. Il
cineasta Danny Boyle aveva promesso “il più
grande spettacolo del mondo” e la sua messa in
scena non ha deluso nessuno, con un cocktail di
luci, stampe e suoni che hanno esaltato la
ricchezza della cultura britannica, con le sue
radici, le sue conquiste e la sua storia.
Dalla campagna inglese sino alla modernità che
oggi popola una metropoli come la capitale
inglese, passando per le rivoluzioni industriale
e digitale, Shakespeare, Harry Potter e una
genuina insalata musicale.
Nel mezzo la sfilata degli atleti, con Cuba che
è arrivata irrompendo al numero 50, e Mijaín
López reggendo nuovamente la bandiera dopo
quattro anni.
Sua
Maestà Isabella II ha inaugurato la grande
competizione dopo le parole di incitamento,
cordialità e giusto confronto, dette da Jacques
Rogge, presidente del Comitato Olimpico
Internazionale, e da Sebastián Coe, titolare
del Comitato Organizzatore, che hanno parlato
ai 10.500 atleti impegnati.
Tutti loro hanno visto arrivare la fiaccola che
navigava sul Tamigi e che è giunta finalmente al
suo destino, portata da glorie e da futuri idoli
dello sport.
La chiusura ha offerto un momento speciale con
l’ex Beatle, Paul McCartney, che ha cantato “Hey
Jude”. Un vero girello, che ha poi ceduto il
protagonismo agli atleti: il vero spettacolo
olimpico! (Traduzione Granma Int.)
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