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Correa: Inaccettabile diniego
del visto degli USA per partecipare a forum
della ONU
Pedro Rioseco
Il
presidente ecuadoriano, Rafael Correa, ha
qualificato come un abuso da parte degli Stati
Uniti il rifiuto a concedere il visto ad una
ministra del suo governo per partecipare ad un
forum presso la ONU ed ha chiamato a riflettere
in merito alla sede di questo organismo
internazionale.
“È
un abuso degli Stati Uniti che non hanno
concesso il visto ad una ministra di questo
governo per partecipare ad una conferenza delle
Nazioni Unite e questo deve chiamarci a
riflettere”, ha segnalato Correa in un incontro
con i giornalisti tenutosi a Guayaquil.
“Se continueranno queste pressioni
imperialiste, superbe, prepotenti (degli Stati
Uniti), si dovrà discutere del cambio della sede
delle Nazioni Unite”, ha affermato.
Risulta “inammissibile, intollerabile, che alla
ministra di uno stato sovrano, invitata ad un
forum dalle Nazioni Unite, organismo
internazionale con sede a New York, sia negato
il visto” (dal governo di Washington), ha
evidenziato.
Ha
insistito che è “assolutamente inaccettabile e
questo deve portarci a riflettere e
possibilmente incrementare gli sforzi per
ottenere un cambio della sede delle Nazioni
Unite se questa situazione continua”.
In
un’intervista concessa al fondatore di
Wikileaks, Julian Assange, in videoconferenza da
Londra come parte della serie di programmi “Il
Mondo del domani”, Correa ha reiterato la
posizione sovrana e libera del popolo
ecuadoriano.
Ha
precisato, nel programma trasmesso al mondo
attraverso il portale web RT (Russia Today), che
il suo rapporto con gli Stati Uniti è stato di
affetto ed amicizia, però all’interno del
rispetto mutuo e della sovranità nazionale.
“Però, ha chiarito, se esistono politiche
internazionali degli Stati Uniti perniciose per
il mio paese e per la Nostra America, le
denuncerò frontalmente e non permetterò mai che
sia compromessa la sovranità”, citando come
esempio l’uscita delle truppe nordamericane
dalla Base di Manta.
“Se la questione è così semplice, se non ci
sono problemi ad avere una base nordamericana in
Ecuador, perfetto. Possiamo dare il permesso per
istallare quella base sempre e quando ci diano
il permesso per installare una base militare
ecuadoriana a Miami”, ha commentato ironicamente
Correa.
Ha
ricordato che “abbiamo tagliato tutto il
finanziamento che l’Ambasciata degli Stati Uniti
dava alla Polizia, prima esistevano intere unità
della Polizia assolutamente finanziate
dall’ambasciata, i cui direttori erano
selezionati dagli ambasciatori e pagati dagli
Stati Uniti”.
“Ci sono alcuni che hanno nostalgia di
quell’epoca che non tornerà più nel nostro
paese”, ha dichiarato ed ha commentato che
quella ingerenza provocò l’uscita dal paese
dell’ambasciatrice Heather Hodges, enfatizzando
in seguito che è positivo che l’America Latina
stia passando dal consenso di Washington al
consenso senza Washington.
(Traduzione Granma Int.).
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